L'interno del laboratorio: il telaio, il tavolo di lavoro e la volta della sede di via Portici

Laboratorio Kilim

Il Laboratorio Kilim si trova in via Portici, nel centro storico di Rovereto, a pochi metri dalla Casa d’Arte Futurista Depero.

Quasi tutto il lavoro del laboratorio si svolge qui: tessitura, restauro, progettazione e realizzazione dei Deperismi, insieme ai corsi personalizzati per piccoli gruppi, fino a quattro persone. Restano fuori soprattutto le attività organizzate presso musei, comuni e altre istituzioni e alcune lavorazioni specialistiche, come il taglio laser.

Un luogo stratificato

Gli ambienti conservano i segni di una storia architettonica complessa. Avvolti di altezze diverse, antichi portali in pietra, muri molto spessi, scalini e passaggi stretti collegano locali posti su livelli differenti.

Entrando, pochi gradini conducono a un piccolo ingresso. Subito dopo, un antico portale in pietra segna quello che un tempo doveva essere l’accesso alla casa. Da lì partiva anche una scala verso le cantine profonde, grandi ambienti voltati adatti alla conservazione del vino e delle provviste. Oggi la scala è chiusa da un piano e i locali inferiori non sono accessibili.

Altri dislivelli portano da una parte alla sala dei Deperismi e dall’altra al laboratorio vero e proprio. L’insieme ha qualcosa di quasi piranesiano: passaggi, scale e ambienti sembrano sovrapporsi, mentre telai, filati, strumenti e oggetti ne occupano ogni spazio utile.

Gli spazi del lavoro

Il locale più grande ospita i principali piani di lavoro e i telai. Ci sono due telai orizzontali, un telaio verticale e diversi telai più piccoli, utilizzati per il campionamento e durante i corsi.

Tavoli, macchina da cucire e molti altri strumenti servono alle diverse lavorazioni tessili e alla realizzazione dei Deperismi. Le attrezzature elettriche sono relativamente poche: fra queste il ferro da stiro, la bobinatrice e, inevitabilmente, un computer.

Dal laboratorio si raggiunge anche il piano superiore, dove un basso avvolto è utilizzato come magazzino dei filati. Altri locali posti ai livelli inferiori, pur recuperati durante la ristrutturazione dell’edificio, non sono oggi accessibili.

Sul lato di via Portici una delle aperture permette ai passanti di vedere direttamente il laboratorio e seguire il lavoro che si svolge all’interno. Telai, tavoli, materiali e lavorazioni rimangono così in rapporto con la strada e con chi attraversa i portici.

La sala dei Deperismi

Un avvolto più alto e spazioso, con un soppalco sopra la zona delle scale, ospita la sala dei Deperismi. È lo spazio in cui i lavori vengono esposti e dove chi entra nel laboratorio può vederli e scegliere fra gli esemplari disponibili.

La sala non ha però una funzione rigida. Quando serve viene utilizzata per il montaggio delle opere più grandi o per attività e corsi con piccoli gruppi.

Fuori dall’orario di apertura può assumere anche un carattere più domestico: l’esposizione diventa salotto, luogo di conversazioni, discussioni letterarie o lezioni di inglese fra amici.

Fra i Deperismi trovano posto anche gli arredi originali disegnati da Fortunato Depero per Ivana Bini e Camillo Gaifas. Mobili, opere e oggetti non sono isolati in un allestimento museale, ma convivono con la vita quotidiana del laboratorio.

Visitare il laboratorio

Lavoro, esposizione, materiali, memoria e vita quotidiana condividono gli stessi ambienti. Chi entra può quindi vedere non soltanto lavori finiti, ma anche strumenti, telai e materiali del lavoro artigiano.

Gli spazi storici presentano diversi dislivelli, con gradini all’ingresso e fra alcuni locali e passaggi piuttosto stretti. Non sono quindi pienamente accessibili in autonomia a persone con mobilità ridotta. Per esigenze particolari è consigliabile contattare il laboratorio prima della visita.