
Fortunato Depero
Fortunato Depero nacque a Fondo, in Val di Non, nel 1892. Dopo un breve soggiorno a Merano, crebbe e si formò a Rovereto, città che considerò la propria città adottiva. Rovereto rimase un punto di riferimento costante nella sua vita, anche durante i periodi trascorsi a Roma e all'estero.
Nel 1913 entrò in contatto a Roma con l'avanguardia futurista. Due anni dopo pubblicò con Giacomo Balla il manifesto Ricostruzione futurista dell'universo, nel quale l'arte veniva estesa oltre la pittura e la scultura, fino agli oggetti, al teatro, all'arredamento e alla vita quotidiana.
Nel 1919 fondò la Casa d'Arte Futurista, un laboratorio nel quale pittura, artigianato e arti applicate si incontravano. Con la fondamentale collaborazione della moglie Rosetta Amadori, di maestranze e artigiani, produsse nel tempo disegni, dipinti, tarsie, mobili, libri, poesie, scenografie e altri oggetti.
Negli ultimi anni Depero lavorò alla creazione di un museo dedicato alla propria opera. La Galleria Museo Depero fu inaugurata nel 1959 nel centro storico di Rovereto; oggi è la Casa d'Arte Futurista Depero, una delle sedi del Mart.
La Casa d'Arte e le tarsie in panno
La Casa d'Arte Futurista, fondata a Rovereto nel 1919, traduceva in una vera attività di laboratorio l'idea di un'arte capace di entrare negli ambienti e nella vita quotidiana. Vi si realizzavano oggetti d'arredamento, giocattoli, mobili e soprattutto i celebri quadri di stoffa, oggi conosciuti come tarsie in panno.
La realizzazione delle tarsie era un lavoro collettivo. Depero preparava il disegno e ne definiva forme e colori; Rosetta Amadori aveva un ruolo centrale nell'organizzazione e nell'esecuzione, guidando le operaie che trasformavano il progetto in tessuto.
Dal disegno originale veniva ricavato un cartamodello. Le diverse parti erano ritagliate nel panno, disposte e imbastite su una tela di sostegno, quindi unite con cuciture eseguite lungo i contorni.
Il passaggio dal disegno al panno richiedeva quindi una vera interpretazione tecnica: campiture di colore, profili e incastri dovevano diventare parti concrete di un manufatto tessile.
Le tarsie divennero una delle forme più caratteristiche della produzione della Casa d'Arte.
Ivana Bini
L'incontro con l'opera di Depero e l'inizio delle tarsie in panno del Laboratorio Kilim.

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La mostra del MART e il riconoscimento al lavoro di Ivana Bini e del Laboratorio Kilim.

