
Ivana Bini
Ivana Bini (Rovereto, 1927–2011) è la figura che lega in modo diretto la storia personale di Fortunato Depero al percorso che, molti anni dopo, avrebbe portato ai Deperismi del Laboratorio Kilim.
Ivana Bini e Fortunato Depero
Ivana conobbe Fortunato Depero nel 1949. L'artista roveretano frequentava la casa del padre, Augusto Bini, industriale. Nel 1953, in occasione del matrimonio con Camillo Gaifas, ricevette dall’artista alcuni mobili destinati alla sala da pranzo.
Tre anni più tardi Depero le scrisse proponendole alcune copie del Dizionario volante illustrato. Ivana ne acquistò circa cinquanta, da offrire come doni natalizi ai clienti dell’officina metalmeccanica della famiglia, dove lavorava come responsabile degli acquisti.

I primi Deperismi
Nel 1985, da poco in pensione, Ivana cominciò per passione a realizzare lavori in panno di lana, inizialmente con soggetti agresti destinati ai nipoti. Le figure colorate venivano sovrapposte allo sfondo e cucite a macchina.
Negli anni Novanta affrontò per la prima volta un soggetto deperiano: Squisito al selz (immagine in alto), derivata da un'opera del 1926, nata come omaggio di Depero alla famiglia Campari. Era ancora un lavoro costruito per sovrapposizione di pezze colorate.
In seguito Ivana iniziò a tradurre in panno altri soggetti di Depero e la lavorazione diventò progressivamente l’intarsio, come nelle tarsie storiche.

Ivana Bini e il Laboratorio Kilim
Nel 1990 Tiziana Aste trasferì il Laboratorio Kilim da corso Bettini a via Portici 28, a pochi passi dall’attuale Casa d’Arte Futurista Depero. Nel laboratorio trovarono presto spazio anche i lavori realizzati da Ivana. Erano sempre più numerosi e richiesti, e quella che era iniziata come una passione privata non poteva più rimanere soltanto un hobby.
Il lavoro di Ivana mise in relazione una memoria personale di Depero con una pratica artigianale contemporanea; Kilim raccolse e continuò questa esperienza, sviluppandola nel tempo in forme, materiali e oggetti diversi.
Museo e bottega
Nel catalogo della mostra Depero New Depero, la curatrice Nicoletta Boschiero mette questa vicenda in relazione con un progetto formulato da Depero nel 1941: affiancare al proprio museo una bottega per la vendita di oggetti artistici accessibili a tutti.
Boschiero riconosce nell’esperienza di Ivana Bini e del Laboratorio Kilim una realizzazione, molti decenni dopo, di quell’idea rimasta allora incompiuta.

Dopo Ivana
Dopo la morte di Ivana, nel 2011, il Laboratorio Kilim ha continuato a lavorare sui soggetti e sul linguaggio di Depero. Il nome Deperismi raccoglie oggi questa produzione: tarsie, lavori in legno, accessori e altri manufatti realizzati interpretando opere, figure e motivi deperiani.
Deperismi
Il percorso sviluppato dal Laboratorio Kilim a partire dall’esperienza di Ivana Bini.

Depero new Depero
Nel catalogo della mostra del MART il lavoro di Ivana Bini e del Laboratorio Kilim entra nella storia delle riletture di Depero.

Fonti e testimonianze
Depero New Depero
Nel catalogo della mostra Depero New Depero la vicenda di Ivana Bini e Depero è raccontata nella sezione Museo & Bottega.
Io lo conoscevo bene Vol. III
Nel 2009 Walter Salin e Giampaolo Campus registrarono una lunga conversazione con Ivana intorno alla figura di Fortunato Depero. Il racconto attraversa gli incontri con l’artista, il suo modo di lavorare, i materiali e le tecniche tessili, fino all’esperienza personale di Ivana con il panno di lana.
Cava Tapi, Io lo conoscevo bene Vol. III, 2014. Intervista di Walter Salin e Giampaolo Campus, pubblicata da Parafonica Netlabel. CC BY-NC-ND 4.0.
Indice della conversazione — 27 capitoli
- Come l'ho conosciuto (130 copie del Bullonato)
- Mattoni refrattari (Depero e Verzocchi)
- Depero alla Mostra dell'Artigianato
- Depero, Camillo e Ivana
- Un discendente
- Tutti gli domandavano qualcosa
- Come recitava
- Andavo la sera a trovarlo
- “Le quattro bocche assetate” (commissionate dalla Folonari)
- Depero e la lingua inglese
- I Roveretani e la festa di colori
- Se la pioggia fosse un Bitter Campari
- Lavori su ordinazione (Sala Consiliare di Trento)
- Ivana: el Rampegador (Bruno Detassis)
- Ivana Gaifas e il panno lana
- Restauro quadro di Serrada e l'uso della stoffa
- Il panno lenci di Depero
- Lavorazione a mano e la macchina a zig zag
- Restauro di un originale di Depero (i tessuti degli anni '20)
- Regalo di nozze (2 cuscini con la testa di leone)
- Ma lui ne aveva amici?
- Le commissioni in età avanzata (la Sala Consiliare di Trento e il Museo Depero)
- I luoghi: la casa in Via dei Colli
- Lavorava a casa (i tecnigrafi)
- Come lavorava (lo schizzo – la divisione in quadretti)
- I colori li scriveva
- La pubblicità: la Strega
L'atelier di Ivana
Un altro documento dedicato all’atelier di Ivana mostra ambienti, lavori e materiali. Nel filmato compare anche una dedica manoscritta di Depero, datata Rovereto, 18 dicembre 1951, con un augurio a «Ivana Bini e Camillo Gaifas» di presente e futura felicità.
